POPULUS progetto fetonte
Dal 19/04/2026 ore 17:30 al 10/05/2026 ore 19:30
Il mito di Fetonte e la crisi climatica: Giovanni Manzoni interpreta un percorso Eco-Artistico sulla rinascita del Grande Fiume Po tra avidità antropica e nuovi percorsi di cura
Inaugurazione e presentazione della mostra Domenica 19 Aprile 2026 ore 17:30
Visitabile dal 19 Aprile al 10 Maggio 2026
Ex Chiesa San Bernardino - Luzzana
Orari di apertura della mostra: sabato 09:00 - 12:00 - domenica 15:00 - 18:00
POPULUS è un progetto di public engagement del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell ’ Università di Parma, che si affida ai linguaggi dell arte contemporanea come interprete degli ecosistemi intorno al fiume Po
Nel suggestivo borgo di Luzzana si aggiunge una suggestiva tappa all’avventura di POPULUS, che si svolge dal 1° aprile al 30 maggio 2026 tra le province di Reggio Emilia, Mantova e Parma con esposizioni realizzate ad hoc e momenti didattici e divulgativi sulle metamorfosi del Po, nel contesto della crisi climatica e del collasso della biodiversità.
Nella grande navata che caratterizza nella ex Chiesa San Bernardino di Luzzana l’artista Gio Manzoni porta la sua attenzione mito-poietica come narrazione visiva che riflette sul presente. Sono infatti in mostra le tre grandi carte che rappresentano il mito di Fetonte secondo una lettura ambientalista, che pur osservando il comportamento scellerato dell’umanità sceglie di concentrarsi sulla ricchezza delle risorse naturali esistenti, sulla loro storia attraverso le immagini. PIANETA FETONTE intende suscitare nuove fascinazioni a partire dal racconto antico e contemporaneo degli elementi, evocare il re-incanto del paesaggio e della sua biodiversità attraverso una visione di consapevolezza, invitando gli osservatori a soffermarsi sulle trasformazioni dell’ecosistema, comprendendone il bisogno di cura e promuovendo una nuova attivazione per la sua tutela.
La mostra è a cura di Michela Ongaretti, che ha ideato la parte artistica di POPULUS incontrando il pubblico su diversi livelli di lettura e interazione con l’opera - coadiuvata da Lidia Veronese co-curatrice per la tappa di Luzzana - mentre le attività scientifiche sono dirette da Rossano Bolpagni, ecologo dell’Ateneo di Parma, finanziatore del progetto con il Fondo di Ateneo per il Public Engagement.
Quelle dell’artista Gio Manzoni sono creazioni uniche in punta di carboncino e materiali di origine vegetale come il caffè, il cui segno è ispirato ai grandi maestri rinascimentali con un impatto che attinge all’immediatezza avvolgente del muralismo messicano. Movimento, monumentalità e una nuova attenzione alla figurazione dell’ambiente naturale fanno incontrare due tradizioni di cui si sente parte, essendo nato in Bolivia ma cresciuto in Italia.
In particolare l’opera pittorica PIANETA FETONTE (https://giomanzoni.it/) si sviluppa su tre supporti mobili simili a stendardi e ragiona su temi mitologici fluviali intrecciati alla componente di specie botaniche viventi nelle zone limitrofe al fiume. Si presenta come un'opera che intreccia al mito la necessità di una connessione più profonda con la Pachamama, termine desunto dalla lingua quechua che riassume il valore sacrale della Terra, caro all’artista.
Le carte, evocative dei cartoni per i grandi affreschi rinascimentali, rappresentano tre scene, momenti chiave del Mito di Fetonte nella versione delle Metamorfosi di Ovidio e di altre fonti iconografiche e pittoriche cinque-seicentesche.
L'artista sceglie di sviluppare la storia del semi-dio, caduto nel fiume Eridano (il Po) dopo esser stato colpito da una saetta di Giove per la sua scellerata impresa di guidare il carro del Sole, allontanandosi o avvicinandosi troppo alla Terra danneggiandola. Per Manzoni Fetonte è una metafora dell'uomo contemporaneo, del suo rapporto con il Pianeta e dell'avidità con cui sfrutta le sue risorse, ma è anche immagine di un nuovo sforzo per la cura dopo la consapevolezza della perdita, simboleggiata dal pianto delle sorelle Eliadi che nutrono il terreno generando i pioppi.
Obiettivo primario di POPULUS è incrementare la consapevolezza sulla straordinaria rilevanza ecologica del Po e sugli effetti locali della crisi climatica con particolare riferimento alla Riserva MAB UNESCO “Po Grande”. Tuttavia, POPULUS può far parlare il racconto del fiume anche a comunità lontane dalla vita padana. Ne è la prova l’attenzione suscitata dal Museo d’Arte Contemporanea di Luzzana che invita l’artista ad esporre nel grande spazio della cinquecentesca Chiesa Vecchia. A pochi passi dalle sale dedicate alla prestigiosa donazione di Alberto Meli si offre una visione complementare a quella scultorea principalmente astratta, con cui Manzoni dialoga idealmente nel dinamismo delle forme e nell’invenzione di un mondo simbolico, rispondendo ad una comune vicinanza alla vitalità della Natura.